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RECENSIONE: L'Esilio Di Drizzt - R. A. Salvatore (V. 3/3)










L’Esilio di Drizzt conclude il primo ciclo di avventure basato sulla figura del drow-elfo scuro Drizzt Do’Urden.


Se nel primo libro le sue gesta avevano come sfondo la tetra e crudele città di Menzoberranzan e nel secondo gli stretti cunicoli del Buio Profondo, in questo terzo capitolo Drizzt muove i suoi passi all’aria aperta, sotto gli sferzanti e accecanti raggi di sole e sotto la tranquillizzante e stellata volta celeste.


Salvatore getta il suo sguardo e la sua penna traccia con grande incisività i rapporti difficili tra la razza drow e quella degli umani, così abituati quest’ultimi ad interpretare la presenza di un elfo scuro come presagio di sventure e atrocità.

Drizzt si ritrova vittima degli eventi e del fato, dove tutti i suoi tentativi di interagire positivamente e di farsi accettare dagli esseri umani vengono contrastati dall’ingranaggio degli eventi ormai messosi in moto a causa della sua sola e semplice presenza:





L’animo gentile del drow lo porta per questo ad autoisolarsi, lontano da ogni essere vivente e accompagnato solamente dalla sua fedele amica Guenhwyvar, e solo la figura del ranger Montolio si dimostra in grado di penetrare la sua corazza consentendogli di iniziare quel processo di accettazione di se stesso e della razza della quale fa parte.





In generale ho letto con grande entusiasmo la prima parte del libro e le ultime decine di pagine, mentre ritengo che nelle restanti la narrazione non sia così incisiva e coinvolgente per il lettore. Il periodo trascorso con Montolio certamente si rivela interessante e ricco di significati profondi, ma gli eventi sono narrati stancamente, e sembrano quasi essere stati creati per allungare la narrazione piuttosto che per un significato ben radicato nella mente dell’autore.


Inoltre, se nei primi due libri della trilogia si percepiva chiaramente un ambientazione carica di mistero, buia, tenebrosa, e ci si ritrovava desiderosi di conoscere cosa attendeva il protagonista dietro a ciascuna curva dei cunicoli del Buio Profondo, ora, forse per il fatto che Drizzt muova i suoi passi all’aria aperta sotto quel sole che illumina tutti noi, fa quasi sembrare che il nostro universo e quello dei Reami Dimenticati si siano uniti, fusi, facendo perdere quell’aura magica e misteriosa che tanto ci piace.


Le ultime decine di pagine, introducendo nuovi personaggi e nuove situazioni, creano aspettativa nel lettore, che si ritrova a divorare le pagine ben sapendo che a breve il racconto si concluderà, e certo che altrettanto non accadrà per il protagonista, le cui avventure proseguiranno nella Trilogia delle Terre Perdute (Icewind Dale Trilogy), che cronologicamente si pone dopo questa e composta da:


  1. Le Lande di Ghiaccio, ripubblicato come quarto volume della saga con il titolo "La reliquia di cristallo";

  2. Le Lande d'Argento, ripubblicato come quinto volume della saga con il titolo "Fiumi d'Argento";

  3. Le Lande di Fuoco, ripubblicato come sesto volume della saga con il titolo "La Gemma dell'Halfling"

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