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RECENSIONE: Il Mezz’Orco  –  G. McAnton (V. 2/3)

Aggiornato il: apr 10


Se ‘Il Redivivo’ ti è piaciuto, Il Mezz’Orco lo apprezzerai ancora di più.

Queste sono state le parole che mi ha rivolto Gregorio Antonuzzo mentre discorrevamo circa il suo primo libro al Milano Book Fair, la fiera internazionale del libro tenutasi a Novegro nel novembre 2012. Devo ammettere, dopo aver terminato la lettura di questo secondo libro della trilogia, che non aveva affatto torto: le sue parole si sono rivelate veritiere.

Il Mezz’Orco eleva certamente la qualità dell’opera sotto diversi aspetti. Per prima cosa, le ambientazioni e le vicende narrate sono più ricche di dettagli e di particolari, aspetto questo che contribuisce a far meglio immedesimare il lettore nella storia. Il livello della narrazione non è paragonabile a quello delle opere che hanno fatto la storia del fantasy, e forse non sarebbe nemmeno corretto aspettarselo, tuttavia, se nel primo libro la mancanza di una puntuale descrizione degli ambienti e delle situazioni a volte latitava, in questo secondo tomo non si avverte più quella sensazione che si aveva a volte di smarrimento o comunque di mancanza di dettagli che contribuiscono a rendere più vivi gli avvenimenti dei quali siamo testimoni attraverso la lettura.

La narrazione è piuttosto lineare nel suo svolgimento, certamente più appassionante e avvicente del primo volume, ma carente forse di colpi di scena. Intendiamoci, gli avvenimenti sono molteplici e carichi di tensione, ma un vero e proprio colpo di scena è a mio avviso assente: la sensazione è quella che l’autore abbia voluto creare, con Il Mezz’Orco, un clima di inquietudine sempre in crescendo, per poi sparare le cartucce di grosso calibro nel libro che concluderà la Trilogia: Il Negromante.

Molte sono infatti le domande che andremmo a porci dopo aver terminato la lettura di questo libro, perché molte sono le situazioni volutamente lasciate a metà dall’autore. Quali sono i reali poteri di Molydeus e di Amion? Sono dei demoni, e i loro poteri sembrano immensi, ma una reale prova di quanto immensi essi siano non l’abbiamo ancora avuta. Petalo Nero finirà anche lui per innamorarsi di Amion, andando ad intaccare la sua amicizia verso Reogard? Sembra francamente difficile, ma la loro continua vicinanza e aiuto reciproco potrebbe condurre in questa direzione.

I tre protagonisti di questa seconda parte della trilogia, sono però altri: il re degli orchi Jurkekk, in primis (d’altronde il libro è intitolato proprio “Il Mezz’Orco”), il paladino decaduto Reogard e il negromante Morghenshein. Il re degli orchi è probabilmente il personaggio meglio scaturito dalla penna dell’autore. Se nel primo libro il suo ruolo, pur non essendo affatto marginale, impallidiva davanti alla figura imponente di Molydeus, che sembrava controllarlo e dirigerlo a suo piacimento (da lontano, perché effettivamente l’ incontro tra i due personaggi è narrato solo attraverso i pensieri che affollano la mente di Jurkekk), ora appare invece più carismatico, meglio definito e più “vivo”. Sempre ossessionato dalle sue paure e timori, guida l’armata degli orchi assecondando i voleri di Morghenshein, ma sempre nel tentativo di ottenere vendetta e libertà, e arrivando ad obbedire al negromante solo quando tutte le altre strade appaiono a lui precluse.

In definitiva, con Il Mezz’Orco Antonuzzo dimostra di essere riuscito ad aumentare ulteriormente la qualità della sua trilogia: la storia, seppur lineare, diventa sempre più appassionante e coinvolgente, lasciando diversi punti interrogativi nel lettore, il quale certamente anelerà di leggere il terzo e ultimo capitolo: “Il Negromante”. La Trilogia I Demoni di Eukora è composta da 3 volumi:

  1. Il Redivivo

  2. Il Mezz’Orco

  3. Il Negromante

Valutazione fantasySeries:





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